Vademecum per un mondo sostenibile

QUALI SONO LE COSE POSSIBILI AL DI LA’ DELLE CHIACCHIERE?

Oggi, anno 2019, ci sono centinaia di migliaia di giovani che scendono in piazza chiedendo ai Governi azioni reali per invertire un trend di sviluppo che è ancora totalmente legato ai consumi basati su Petrolio e Carbone.

Il vero problema è che, al di la di tutto, i Governi non sanno quali siano le misure realmente efficaci senza mettere in crisi il livello della qualità di vita raggiunto dai cittadini del proprio Paese. Lo sviluppo, anche rapido, delle Energie Rinnovabili non è sufficiente per garantire questa inversione auspicata dalle nuove generazioni perché è sui CONSUMI che si gioca la vera partita.

In realtà, nonostante tante parole sul Risparmio Energetico le tecniche adottate in questo campo possono ottenere risultati significativi solo a fronte di grandi investimenti sia pubblici che privati con però anche tempi molto lunghi di realizzazione per quanto riguarda il patrimonio immobiliare esistente. Cosa si può fare quindi nel concreto per invertire il trend e dare una reale prospettiva di soluzione al problema? I margini di riduzione dei consumi energetici nel solo settore Residenziale, che copre il 40% circa del totale, si può stimare mediamente nell’ordine del 35% e forse più. Questo valore può essere anche superiore nel caso degli edifici pubblici. Stiamo parlando dell’ Italia ma, in buona sostanza, si potrebbe estendere ad almeno i 2/3 dell’ Europa. Sì, perché 1/3 si può
considerare la parte che usa in modo corretto l’energia. Anche qui però ci sono buoni margini di ottimizzazione per almeno un 15/20%. Detto questo occorrerebbe una bacchetta magica per eliminare questi sprechi con una soluzione tecnica efficace ed economica; ma esiste?

Le attuali tecnologie progettate per risparmiare energia le conosciamo bene e vanno dalle Pompe di Calore alle Caldaie a Condensazione fino ai Microcogeneratori ed alle Celle a Combustibile. Tutte soluzioni più o meno efficienti, ma con un impatto importante sia economico che operativo. Senza CONTRIBUTI PUBBLICI od OBBLIGHI LEGISLATIVI queste soluzioni ci metteranno
decine di anni per sostituirsi a quelle preesistenti. A mia conoscenza l’unica tecnologia in grado di impattare immediatamente e con ridotti investimenti sui consumi energetici è quella che si basa sulla Conoscenza Predittiva dei Parametri Meteorologici: Il METEO PREDITTIVO!

Il consumo energetico determinato dalla Climatizzazione di un qualsiasi edificio è direttamente proporzionale alle ore di funzionamento dei Sistemi Impiantistici che garantiscono il livello di comfort richiesto dagli utenti. Pertanto, riuscire a ridurre le ore di funzionamento di questi sistemi, a parità di comfort, garantisce una riduzione proporzionale dei consumi con conseguente risparmio economico ed equivalente riduzione dell’impatto ambientale (CO2 in atmosfera).

Tutti gli impianti di climatizzazione (Riscaldamento e Condizionamento) funzionano sia su un periodo giornaliero preimpostato (ora di accensione mattutina e di spegnimento serale) che sui comandi di termostati o sonde di temperatura ambiente per garantire il comfort. Se decidiamo che l’unico vincolo a cui assoggettare il funzionamento del Sistema HVAC sia quello del comfort e
lasciamo libero tutto il resto, possiamo sfruttare ciò che è normalmente considerato un fattore negativo, ovvero i repentini cambiamenti climatici anche all’interno di una stessa giornata, a nostro favore per limitare al minimo indispensabile il funzionamento del Sistema di Climatizzazione.

Grazie ad un brevetto, depositato nel 2018, questa soluzione è già applicabile ed è perfettamente performante sia su impianti EFFICIENTI che INEFFICIENTI e non richiede la costosa sostituzione degli apparati termici o frigoriferi. Come funziona?

E’ molto semplice! Se si conosce in anticipo, per un luogo ben preciso (geolocalizzato), quale potrà essere l’evoluzione della temperatura esterna (Sistema Meteo Predittivo) sarà possibile stabilire, momento per momento, se l’impianto deve effettivamente entrare in funzione oppure se può restare in standby in attesa che le condizioni tendenziali della temperatura esterna si modifichino
e richiedano quindi l’avviamento dell’impianto di Climatizzazione. Questa logica, molto semplice, può essere applicata solo se i dati della temperatura esterna di un luogo preciso, possono essere utilizzati e confrontati con altri dati provenienti dal territorio circostante ed utilizzati per creare un profilo tendenziale dall’andamento di questa temperatura nelle successive 24/48 ore. Tutto ciò deve avvenire in modo continuo e bidirezionale ovvero con dati reali che partono dal luogo interessato (l’edificio climatizzato) verso il Centro Meteo e da questo poi verso il luogo in cui è
presente l’impianto da comandare, con i dati predittivi calcolati. Questo meccanismo, impossibile prima dell’avvento di Internet, ora è applicabile ovunque e su qualsiasi edificio con riduzione dei consumi variabile da un minimo dal 15% fino al 30% e, in alcuni casi, anche oltre. Se dal punto di vista tecnologico questa metodologia è applicabile sull’intero patrimonio immobiliare, dal punto di vista economico come stanno le cose?

Il Sistema Meteo Predittivo è nato proprio da un’esigenza economica ossia dalla volontà degli ideatori di poter proporre una soluzione realmente applicabile senza grandi impatti sull’esistente e con la certezza di ottenere un immediato risparmio economico dal momento stesso della sua messa in marcia. I risultati dicono che il tempo di ammortamento può variare da un massimo di 12-18 mesi ad un minimo di soli 6 mesi. Questo dipende dal valore della bolletta energetica e dal fatto che il Sistema funzioni solo in Inverno oppure anche d’ Estate. Il costo dell’apparato è infatti influenzato in misura minima dalla potenza dell’impianto da comandare quindi, più è grande l’impianto, e tanto minore sarà il tempo di ammortamento.

Concludendo questo breve Vademecum mi sento di poter dire che questa tecnologia, nata in Italia, potrebbe diventare la chiave di volta per conciliare l’estrema necessità di ridurre gli sprechi e di conseguenza l’impatto ambientale, con l’effettiva disponibilità di risorse finanziarie e con la brevità del tempo cha abbiamo a disposizione per invertire il trend e dare così una risposta concreta alle aspettative dei nostri giovani.

 

 

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